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FISH & QFP-CR

Le piu' comuni aberrazioni cromosomiche del feto riguardano le aneuploidie riferite ai cromosomi 21, 18, 13, X ed Y.

I primi tre possono dare origine ad un corredo cromosomico soprannumerario che va sotto il nome di trisomia. Tali patologie vengono definite comunemente SINDROMI ed in particolare la trisomia del cromosoma 21 è denominata Sindrome di DOWN, quella del 18 Sindrome di EDWARDS e quella del 13 Sindrome di PATAU.

Per quanto riguarda i cromosomi sessuali, X ed Y, l'aberrazione non è una vera e propria trisomia bensì la perdita o l'aggiunta di uno dei due cromosomi rispetto all'assetto normale XX od XY per il sesso femminile e quello maschile rispettivamente. Si vengono così a formare assetti cromosomici atipici, ad esempio la monosomia del cromosoma X, denominata Sindrome di TURNER, XXY Sindrome di KLINEFELTER, XXX ed XYY.

La diagnosi di tali aneuploidie avviene mediante la tecnica di citogenetica su liquido amniotico (o su sangue) che comporta la messa in coltura delle cellule amniotiche di provenienza fetale (Amniociti) presenti nel liquido amniotico. La crescita viene stoppata quando si raggiunge un numero di cellule sufficiente all'esame che vengono trattate in modo da evidenziarne i cromosomi che vengono colorati e letti al microscopio. I vantaggi di tale tecnica risiedono nella determinazione della quasi totalità delle anomalie cromosomiche, a fronte però di un'indagine ancora laboriosa e dispendiosa. Il risultato si ottiene in circa 25-30 giorni, con un costo moderatamente alto in termini di reagenti e di impegno lavorativo. Per la paziente, il tempo della refertazione dell'esame si traduce spesso in uno stato di ansietà e di stress non indifferente, specie se accoppiato ad un risultato ecografico dubbio.

Oltre all'indagine FISH (Fluorescent In Situ Hybridization), già da anni eseguita nel nostro laboratorio, che consente di accorciare i tempi di risposta a 72 ore dal prelievo del liquido amniotico (e non utilizzabile per i prelievi di sangue periferico a causa di notevoli interfenti del sangue), è stata messa a punto una recentissima tecnica di BIOLOGIA MOLECOLARE, la QF-PCR, che si basa sull'amplificazione genica abbinata alla possibilità di riconoscere anche minime variazioni del DNA contenuto nel campione sottoposto all'indagine. Questo metodo applicato alle cellule del liquido amniotico, villi coriali e sangue fetale permette di definire l'esatto assetto del DNA dei cromosomi presi in considerazione.

La tecnica prevede una estrazione del DNA a partire dal materiale in esame, l'amplificazione genica a cicli controllati utilizzando inneschi derivati da sequenze microsatellitari specifiche per i cromosomi in studio e la rivelazione degli amplificati mediante Elettroforesi Capillare. Il tempo che intercorre fra il ricevimento del campione ed il risultato analitico è di circa 3 ore.

Per quanto riguarda i cromosomi sessuali viene impiegata una sequenza relativa al gene dell'amelogenina (AMXY).

I Principali Vantaggi di questa nuova tecnica sono i seguenti:

Minime quantità di liquido biologico (2-3 ml di liquido amniotico, 1-2 villi coriali, 0.3 ml di sangue) ;

Risultati entro le 24h (incluso lo studio e la refertazione) perfettamente allineati con quelli della coltura cellulare;

Facilità di esecuzione del test da parte di operatori specializzati;

Possibilità di esecuzione di moltissime indagini per lo stesso operatore a seconda della strumentazione in dotazione;

Abbattimento dello stato di ansietà e di stress delle pazienti.