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Thin prep

Quando negli anni ‘50 George Papanicolau e Herbert Traut introdussero nella routine clinica l’utilizzo dello “ striscio cervicale “ ( oggi più comunemente noto come Pap Test ), il tumore maligno che colpiva questa parte di utero ( carcinoma cervicale ) era la prima causa di morte delle donne.
Oggi grazie anche alla scelta consapevole delle donne che effettuano regolarmente il Pap test, il carcinoma cervicale è sceso al tredicesimo posto. Il Pap test rappresenta quindi un’ottima metodica di prevenzione e di rilevazione precoce della malattia.

Tuttavia, ancora oggi:
· Fino al 60-80% delle cellule prelevate durante il Pap test restano attaccate agli strumenti di prelievo;
· Il 30-50% delle donne sottoposte a Pap test nei 3-5 anni precedenti alla diagnosi della malattia avevano Pap test negativo;
· Il prelievo e la raccolta del campione presentano delle superiori difficoltà e possono dare origine a difficoltà nella diagnosi rispetto ai nuovi metodi di citologia in fase liquida.

Il futuro prossimo è già a disposizione del ginecologo per la sua paziente. Attraverso un prelievo di cellule della cervice uterina, che avviene con modalità simili a quelle usate per il Pap test, questo innovativo sistema, detto citologia in fase liquida, presenta numerosi e sicuri vantaggi rispetto alla metodica tradizionale.



La differenza nella raccolta, nella preparazione del campione e nella fase di diagnosi

Pap test convenzionale

Citologia in fase liquida

Fino al 60-80% delle cellule prelevate possono essere scartate

Il campione raccolto è trasferito integralmente nel flaconcino

Procedure complesse per fissare le cellule raccolte

Fissazione immediata e diretta nel flaconcino

Possibilità di alterazioni legate all’esposizione all’aria

Nessuna esposizione all’aria per cui assenza di tali artefatti

Rischi connessi al trasporto ( rottura vetrino, intervento altri agenti )

Trasporto sicuro

La potenziale mancanza delle cellule può limitare l’accuratezza della diagnos

La presenza di tutti gli elementi prelevati aumenta potenzialmente l’accuratezza diagnostica

Cellule “ immerse “ in sangue, muco e detriti

Minima presenza di elementi oscurantia