Salute & Benessere, osteoporosi e vitamina D: prevenzione e diagnosi

Intervistata alla dott.ssa Carmela Palatucci, direttrice del Centro Polispecialistico “Futura Diagnostica” di Avellino con la quale abbiamo affrontato il tema “Osteoporosi e Vitamina D”.

Osteoporosi e Vitamina D: spieghiamo perchè sono strettamente collegate.

“L’osteoporosi è una malattia metabolica del sistema scheletrico, più frequente nelle donne e nelle persone anziane, caratterizzata dalla riduzione della massa e della densità dell’osso, senza che si riconoscano alterazioni qualitative e dei vari elementi dell’osso o anormalità nella sua composizione chimica e nella sua struttura. L’incidenza di questa patologia nei paesi occidentali cresce anno dopo anno, sembra a causa del progressivo aumento dell’età media della popolazione. Recenti tecniche isotopiche e metodi radiografici e istologici hanno dimostrato che nell’osteoporosi l’apposizione dell’osso è per lo più normale, mentre il riassorbimento osseo appare accelerato. L’allargamento degli spazi vascolari e midollari dell’osso, la riduzione numerica delle travate ossee conduce a un indebolimento dello scheletro con possibile insorgenza di fratture patologiche. Si conoscono due forme di osteoporosi: la primitiva che comprende l’osteoporosi post-menopausale, la cui causa principale è un deficit estrogenico dovuto alla menopausa, con aumento di perdita ossea dovuta all’età e in un’inibizione della formazione ossea contribuendo all’insorgenza di fratture da fragilità a carico soprattutto delle vertebre e del radio distale. L’osteoporosi viene anche definita “ malattia silente”, perché evolve senza dare sintomi, finché non provoca una frattura o un collasso di una vertebra, quindi più che malattia può essere considerata causa di malattia (frattura). Le fratture da fragilità possono coinvolgere la maggior parte dei segmenti scheletrici, ma più frequentemente a essere colpito è il corpo vertebrale, l’estremo prossimale del femore e dell’omero e l’estremo distale del radio.  La forma secondaria è invece causata da numerose patologie e assunzione di particolari farmaci. Esiste inoltre anche un’osteoporosi giovanile, che si manifesta nella fase infantile o adolescenziale, dovuta a mutazioni genetiche che causano alterazioni qualitative e quantitative della componente connettivale dell’osso. L’osteoporosi è una malattia cronica, che dipende da molti fattori. Normalmente i processi di formazione e riassorbimento del tessuto osseo sono strettamente correlati. Cellule specializzate, chiamati osteoclasti e osteoblasti, lavorano incessantemente per controllare e mantenere il giusto livello di mineralizzazione ossea. Gli osteoclasti riassorbono l’osso, demolendo piccole aree di tessuto vecchio e danneggiato; gli osteoblasti, invece ricostruiscono le nuove parti strutturali dell’osso e sono responsabili della mineralizzazione ossea. Tale processo di rinnovamento, chiamato “rimodellamento”, è regolato dal paratormone (PTH), dalla calcitonina, dagli estrogeni, dalla vitamina D, da varie citochine e da altri fattori locali come le prostaglandine. La vitamina D ha un ruolo primario nel mantenere in salute le nostre ossa e i denti, poiché favorisce l’assorbimento di calcio attraverso l’intestino e aiuta a fissarlo nei tessuti rinforzando lo scheletro”.

Effetti e rischi della carenza di Vitamina D

“La vitamina D, nota anche come vitamina del sole, è un composto organico liposolubile, simile per struttura chimica agli ormoni steroidei, accumulata nel fegato e non è necessario assumerla con regolarità attraverso i cibi, poiché il corpo la rilascia a piccole dosi quando il suo utilizzo diventa necessario. La vitamina D si presenta sotto due varianti: l’ergocalciferolo (Vitamina D2) presente prevalentemente nei vegetali (frutta,verdura e funghi) e il colecalciferolo (Vitamina D3), sintetizzato dalla pelle a partire dal precursore 7-deidrocolesterolo in seguito all’esposizione ai raggi solari. Per produrre la quantità di vitamina D3 necessaria per un efficiente funzionamento dell’organismo, sono sufficienti 15 minuti al giorno di esposizione al sole, senza aver applicato creme contenenti filtri di protezione dai raggi ultravioletti. La vitamina D è indispensabile per supportare un efficiente assorbimento intestinale dei due minerali fondamentali per la formazione delle ossa e dei denti, ossia il calcio e il fosforo. I livelli di calcio e fosforo nel sangue sono regolati, oltre che dalla vitamina D, anche da altri due ormoni:

  • il paratormone, che modula l’escrezione renale del fosfaro e promuove l’assorbimento di calcio, in condizioni di ipocalcemia;
  • la calcitonina, che stimola l’escrezione di calcio e fosfaro con le urine e il deposito di calcio nelle ossa, in presenza di ipercalcemia. 

Rispetto alle altre vitamine la vitamina D si caratterizza per un’azione più simile a quella degli ormoni e per la capacità di modulare l’espressione genica, oltre che per il coinvolgimento diretto o indiretto in una molteplicità di processi di regolazione metabolica e funzionale, a livello di innumerevoli organi e apparati. Numerosi studi hanno dimostrato che la vitamina D è essenziale per una corretta mineralizzazione delle ossa e dei denti durante l’accrescimento e per mantenere un’adeguata massa ossea e l’integrità dello smalto nel corso della vita adulta. La vitamina D contribuisce, inoltre, a mantenere normali livelli di calcio nel sangue, attraverso una regolazione della liberazione e del deposito di questo minerale nelle ossa, che ne rappresenta la principale forma di immagazzinamento nell’organismo; impedisce al calcio di depositarsi in altri tessuti del corpo, come i reni, le arterie o le cartilaginee ossee, dove potrebbe determinare disfunzioni e patologie severe ( arteriosclerosi, calcificazioni tessutali ecc.). Il calcio, inoltre, è in neurotrasmettitore fondamentale per assicurare una corretta contrazione del cuore e degli altri muscoli dell’organismo. La vitamina D ha anche funzioni extra-scheletriche, inclusa quella immuno modulante e anti proliferativa, ha anche un possibile  ruolo nelle malattie infiammatorie croniche e neoplastiche, nel diabete, nelle malattie cardiovascolari ed autoimmuni ed in ambito dermatologico, dove in deficit di vitamina D è associato a psoriasi, vitiligine, dermatite atopica, melanoma e tumori epiteliali della cute”.

Quali sono i sintomi che portano a sottoporsi a questo tipo di accertamento?

“La carenza di vitamina D è una condizione alquanto subdola, perché tende a palesarsi, con una certa sintomatologia, solo nel momento in cui i livelli sono davvero molto bassi. In un paziente, quindi, la carenza di vitamina D sintomatica può causare:

  • Dolore alle ossa;
  • Dolore alle articolazioni;
  • Debolezza muscolare;
  • Disturbi da fascinazione muscolare;
  • Ossa fragili, che tendono a deformarsi, nei soggetti di giovane età, o a rompersi facilmente, nei soggetti adulti: 
  • Difficoltà a concentrarsi;
  • Stanchezza ricorrente.

La carenza di vitamina D può avere cause diverse; infatti può dipendere sia da un insufficiente apporto alimentare, sia da un’inadeguata esposizione solare ( ridotta attività fisica all’aria aperta, pelle scura, vivere in zone molto distanti dall’equatore,eccessivo uso di creme solari), alterato assorbimento intestinale, malattie epatiche o renali che compromettono la conversione della vitamina D biologicamente inattiva alla forma biologicamente attiva, dalla terapia con farmaci che interferiscono il normale metabolismo della vitamina D (es. anticonvulsivanti, glucocorticoidi, antifungini, antivirali ecc.). Ad aumentare il rischio di carenza di vitamina D contribuiscono diversi fattori, tra cui: fumo di sigaretta, età avanzata, obesità, alcolismo, osteoporosi, allattamento al seno per lunghi periodi, presenza del Morbo di Crohn o celiachia, presenza di bypass gastrico”.

Come si può prevenire la carenza di vitamina D?

“Una corretta prevenzione della carenza di vitamina D è così riassumibile:

  • Esposizione al sole, senza creme solari, almeno 15 minuti al giorno
  • Dieta con adeguata quantità di alimenti ad alto contenuto di vitamina D (olio fegato merluzzo, oli di pesce, pesci come salmone, trota, aringa sgombro, tonno, pesce spada ecc.), tuorlo d’uovo, latte , burro, funghi (porcino e spugnolo).
  • Uso di integratori di vitamina D
  • Ricorso ad alimenti fortificati in vitamina D”.

Come si esegue l’esame?

“Per conoscere i livelli di vitamina D presenti in un paziente, il medico prescrive la richiesta della misura della concentrazione sierica del 25-idrossicalciferolo o 25-OH-D. Il paziente si deve sottoporre ad  un semplice prelievo di sangue venoso per poter eseguire l’esame, quindi il 25-OH-D è la forma con cui la vitamina D di origine solare o alimentare circola nel nostro  sangue. Per esprimere la concentrazione del 25-OH-D esistono due unità di misura: nanomole per litro, scritta piu’ comunemente nmol/l, e il nanogrammo per millilitro, identificato solitamente con ng/ml. E’ necessario osservare un digiuno di almeno 8 ore prima di eseguire il prelievo, è ammessa l’assunzione di una modica qauntità di acqua.

Valori di riferimento :

Carente     : < 20  ng/ml

Insufficiente : 20 – 30 ng/ml

Normale     : 30 -100 ng/ml

Tossico        : > 100 mg/ml”

Il costo dell’esame?

“La prescrizione del dosaggio della vitamina D e’ a carico del SSN con Codice Reg. 90.445.001 per i pazienti aventi diritto. Per gli altri il costo è di 15 Euro”.

Fonte: irpiniatimes.it

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